Il percorso espositivo si apre con i quadri degli anni Settanta, realizzati subito dopo la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Dirompente è l'emotività sprigionata da questi dipinti a olio su tela di matrice espressionista.
Proseguendo nella mostra si approda a una maggiore essenzialità, attraverso l'analisi dei due filoni che accompagnano Fausta Dossi per tutta la sua carriera : l'astrattismo lirico e l'informale. L'astrattismo lirico si compone di forme non geometriche ma poetiche, che si combinano attraverso colori e composizioni di grande qualità, in un utilizzo sorprendente dei materiali che va oltre il semplice olio o acrilico, includendo carte e tessuti.
L'informale, invece, si declina nelle sue diverse componenti: segnica, materica e gestuale. Fausta Dossi non è soltanto pittrice, ma anche scultrice, incisore e designer. Le sue sculture sono poliedriche quanto lei: bronzi, opere lignee, inmetallo, gesso, creta e cartapesta. Le xilografie raccontano un 'ulteriore sperimentazione nel ondo dell'incisione , dove non esiste limite, ma soltanto un dialogo profondo con il materiale e con ciò che esso può offrire all'artista. Infine, le sedie - pezzi ibridi tra design e scultura - sono opere uniche ma anche funzionali, nelle quali la geometria della forma richiama la struttura essenziale della colonna vertebrale. Fausta Dossi si conferma così un genio poliedrico, capace di dialogare con la materia e di trarne tutto il potenziale espressivo per la costruzione della propria arte.
La mostra sarà visitabile per tutto il mese di maggio presso il Centro Culturale San Bartolomeo: dal martedì al sabato nel pomeriggio e la domenica per l'intera giornata.
L'evento, curato da Mario Mazzoleni, titolare di Art Events, è patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Bergamo oltre che da Ispra, Lions International Bergamo e Associazione Conosci Lis.